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Protesta degli Allevatori Calabresi

05 ottobre 2011

Dichiarazione di Giuseppe Mangone, presidente regionale ANPA Calabria

L’ANPA Calabria è al fianco degli allevatori calabresi che in questi giorni stanno conducendo una battaglia giusta e di civiltà prima di tutto per ottenere la possibilità di usare il vaccino contro la brucellosi. Un’epizozia, ricordiamo, che quando colpisce un allevamento ne determina danni insopportabili per gli allevatori che sono costretti all’abbattimento con un rimborso di qualche centinaia di euro a capo e che, come se non bastasse, percepisce con grande ritardo. L’ostinazione contro il vaccino non si capisce. Né, tanto meno, vale il ragionamento che il suo impiego danneggerebbe l’immagine e la qualità delle carni e del latte made in Calabria. Tutte le malattie dell’uomo che, solo qualche decennio fa, determinavano la morte di migliaia di persone, sono state debellate grazie ai vaccini. Ciò vale, naturalmente, anche per gli animali. Non da presidente dell’ANPA, in quanto di parte ma, come libero cittadino, mi domando: posto che il vaccino contro la brucellosi è già utilizzato in gran parte del mondo, prendo a caso due esempi: Francia e Argentina; considerato che se uno va nei ristoranti più importanti e chiede un filetto gli viene proposto quello proveniente dall’Argentina; visto che in tutti i supermercati, nei banchi frigo a farla da padrona è la carne prodotta in Francia, la conclusione non può che essere quella di considerare la grande utilità dell’uso del vaccino per debellare anche da noi la brucellosi, assicurando la qualità e la sicurezza delle carni che, tra l’altro, è garantita da un sistema di regole e di controlli in vigore a livello europeo e nazionale. La verità è che con l’attuale sistema di controllo girano diverse centinaia di milioni di euro generando un business che fa comodo a molti e che, pertanto, si oppongono con tutta la forza necessaria all’uso del vaccino. Mi auguro che dagli incontri che si terranno domani con la regione ne scaturirà la decisione unanime di chiedere immediatamente al ministero della salute l’autorizzazione ad utilizzare il vaccino in Calabria. Solo così potrà essere debellata definitivamente la brucellosi, salvato e valorizzato il nostro patrimonio zootecnico e, soprattutto, la vacca podolica che è una razza autoctona calabrese e che da sempre è sinonimo di grande qualità. Ciò, anche per il fatto che questi animali vivono all’aperto, a pascolo brado, nelle nostre montagne nei mesi estivi e nelle nostre pianure e colline durante il resto dell’anno.

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